Devo dire la verità. Tutti questi lati positivi in un film realizzato da gente che ha sfornato capolavori come Monster & Co. e Alla ricerca di Nemo, in fondo in fondo me li aspettavo. Quello che però mi ha veramente stupito è stato il coraggio di prendere di petto una questione come quella della funzione della critica nel mondo della cultura, non solo culinaria, e di trattarla nell'unico modo che un artista può fare: attraverso una sua opera. Per mezzo dello stroncatore Anton Ego, che si redime e ritrova il senso dell'essere critico, quelli della Pixar invitano esplicitamente i recensori a ripensare il modo stesso di fare critica. Criticare è utile, stroncare a prescindere no. In Italia non ho letto una recensione che fosse una che citava questo aspetto del film. Certo da noi sarebbe più utile una considerazione di questo tipo: criticare è utile, leccare il culo a prescindere no. Ma neanche di questo si parla da noi. Due sono le ipotesi: uno, hanno la coda di paglia e nessuno vuol scagliare il sasso; due, non hanno neanche visto il film e hanno fatto la recensione in base ai comunicati dell'ufficio stampa. Metterei la mano sul fuoco sulla seconda ipotesi ma non scarto la prima, non si sa mai.Ratatouille e i critici d'oggi
Devo dire la verità. Tutti questi lati positivi in un film realizzato da gente che ha sfornato capolavori come Monster & Co. e Alla ricerca di Nemo, in fondo in fondo me li aspettavo. Quello che però mi ha veramente stupito è stato il coraggio di prendere di petto una questione come quella della funzione della critica nel mondo della cultura, non solo culinaria, e di trattarla nell'unico modo che un artista può fare: attraverso una sua opera. Per mezzo dello stroncatore Anton Ego, che si redime e ritrova il senso dell'essere critico, quelli della Pixar invitano esplicitamente i recensori a ripensare il modo stesso di fare critica. Criticare è utile, stroncare a prescindere no. In Italia non ho letto una recensione che fosse una che citava questo aspetto del film. Certo da noi sarebbe più utile una considerazione di questo tipo: criticare è utile, leccare il culo a prescindere no. Ma neanche di questo si parla da noi. Due sono le ipotesi: uno, hanno la coda di paglia e nessuno vuol scagliare il sasso; due, non hanno neanche visto il film e hanno fatto la recensione in base ai comunicati dell'ufficio stampa. Metterei la mano sul fuoco sulla seconda ipotesi ma non scarto la prima, non si sa mai.
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